Comunicato Stampa
PAREGGIO DI BILANCIO, PICHETTO: DOVERE ETICO VERSO LE FUTURE GENERAZIONI
“Con questa modifica costituzionale l’Italia compie un ulteriore passo nell’allineamento con gli altri partner europei quanto a disciplina di bilancio”. Così il sen. Gilberto Pichetto (Pdl) commenta la quarta e definitiva votazione parlamentare per l’introduzione in Costituzione del principio del pareggio di bilancio.
“Inutile nascondere che la tempestività con cui il provvedimento è stato approvato – ha detto Pichetto intervenendo a Palazzo Madama per la dichiarazione di voto - è anche legata alle difficoltà della lunga crisi economico-finanziaria che ha investito il mondo intero, agli attacchi speculativi mossi alle finanze pubbliche di numerosi Paesi dell’area euro, alla necessità di dare risposte risolutive a questi attacchi, ma soprattutto risposte concordate a livello di Unione Europea, in modo da raggiungere quell’efficacia e quella capacità di riportare i bilanci pubblici in sicurezza che era parsa vacillare nei mesi scorsi, non solo in Italia. Le ultime vicende, che hanno visto il salvataggio della Grecia e la netta riduzione dello spread sui titoli pubblici per i Paesi considerati maggiormente a rischio, confermano che le iniziative assunte dagli Stati, dagli organi comunitari, dalla Banca centrale europea hanno iniziato a dare finalmente i loro effetti, riconducendo la crisi finanziaria, pur ancora non pienamente risolta, a un livello di maggiore stabilità”.
La regola aurea del pareggio di bilancio, che in Italia dovrà trovare concreta attuazione nel 2013, risulta fondamentale per assicurare la sostenibilità del debito pubblico, messa sotto stress dalla crisi di liquidità e di fiducia.
“L’introduzione del pareggio di bilancio – ha proseguito Pichetto - pur con le necessarie norme di flessibilità che responsabilizzano ancor più il Parlamento in ordine alla concreta applicazione, costituisce un elemento dotato di solidi fondamenti nella teoria economica, ma non solo. E’ anche un dovere di natura etica, un impegno che il Paese di oggi si prende nei confronti delle future generazioni. Cumulare debito pubblico in misura progressiva, significa infatti attingere oggi alle risorse che il Paese deve ancora produrre, in parole semplici ipotecare gli stipendi dei nipoti. E’ dunque corretto anche dal punto di vista etico e di giustizia intergenerazionale, che la possibilità di contrarre debito sia sottratta all’immediato potere delle maggioranze di turno, affidandolo alla custodia di una Costituzione rigida, che richiede procedure e maggioranze qualificate per modificare le proprie norme”.
Con la definitiva approvazione della norma sul pareggio di bilancio, ha concluso Pichetto “si pone un ulteriore tassello nel processo di risanamento, non solo economico, del Paese, secondo il programma che fin dalla scorsa estate il governo Berlusconi, accogliendo e condividendo le sollecitazioni delle autorità europee aveva posto in campo, avviandone la concreta realizzazione. Dopo la riforma pensionistica, l’anticipazione della riforma fiscale, l’introduzione di numerosi provvedimenti di liberalizzazione in diversi settori dell’economia, occorre ora procedere con il completamento della riforma del mercato del lavoro, degli ammortizzatori sociali e della nuova regolamentazione della flessibilità in uscita”.
Torino, 17aprile 2012 |